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	<title>circulareconomy Archivi &#8212; SODAI</title>
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	<title>circulareconomy Archivi &#8212; SODAI</title>
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		<title>Acqua: il mezzo con cui i cambiamenti climatici  impattano gli ecosistemi e la società</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 08:15:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un bene di necessità vitale come l’acqua è il mezzo principale con cui i cambiamenti climatici impattano sugli ecosistemi e sulla società. Il riscaldamento globale, infatti, determina modifiche sostanziali nella disponibilità della risorsa idrica oltre che dei rischi naturali. Ancora oggi 2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura nelle proprie abitazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bene di necessità vitale come l’<strong>acqua</strong> è il mezzo principale con cui i <strong>cambiamenti climatici</strong> impattano sugli <strong>ecosistemi</strong> e sulla società. Il riscaldamento globale, infatti, determina modifiche sostanziali nella disponibilità della risorsa idrica oltre che dei rischi naturali.</p>
<p>Ancora oggi 2 miliardi di persone non hanno accesso ad <strong>acqua potabile sicura</strong> nelle proprie abitazioni e ben metà dei Paesi del mondo, di cui il <strong>60%</strong> in Africa, hanno difficoltà legate alla disponibilità idrica nel corso dell’anno. I cambiamenti climatici peggioreranno questa situazione, creando competizione tra Nazioni per accedere alle risorse idriche. La <strong>#siccità</strong> vissuta in Italia la scorsa estate ne è solo un piccolo esempio.</p>
<p>Serve <strong>cooperazione internazionale</strong> per gestire le risorse idriche disponibili in modo adeguato ed equo. Non a caso, da tempo, le Nazioni Unite tra i propri Sustainable Development Goals, contenuti nell’<strong>agenda</strong> <strong>2030</strong>, si sono poste quello della <strong>clean water</strong> and <strong>sanitation</strong>. Un obiettivo che comporta la riduzione degli sprechi idrici, il miglioramento della fornitura di acqua e la promozione di azioni volte a regolare gli impatti del clima su questo bene prezioso. Va inoltre considerato il ruolo delle nuove tecnologie, le quali dovranno permettere l’utilizzo efficiente della più grande risorsa idrica del pianeta: il <strong>mare</strong>.</p>
<p>A tal proposito, il trattamento dell’acqua offre infinite opportunità grazie allo sviluppo di <strong>nanotecnologie</strong> impiegabili per rendere l’acqua potabile.</p>
<p>Il mare è la più grande riserva di acqua presente sul nostro pianeta, che non può essere utilizzata se prima non viene desalinizzata, riducendo o eliminando il sale al suo interno.</p>
<p>Ne ha parlato – non molto tempo fa – <strong>Sabrina Zuccalà</strong>, Presidente del Laboratorio internazionale di nanotecnologie 4ward360, durante il convegno “Economia del mare – Sfide e opportunità del mare, sviluppo e protezione sostenibile della blue economy, dell’intermodalità e del Mediterraneo” organizzato alla Camera dei deputati. La Presidente ha evidenziato come, grazie a innovativi studi, sia stato elaborato un piano che prevede lo sfruttamento di nanotecnologie per la <strong>distillazione</strong> dell’acqua, riducendo l’uso di <strong>energia</strong> e sfruttando quella solare.</p>
<p>Come funzionano queste nuove realtà? Le nanoparticelle delle membrane in nano-materia trasformano le <strong>radiazioni solari in calore</strong>, in questo modo non c’è bisogno di portare ad ebollizione l’acqua di mare. I raggi del sole scaldano le nanoparticelle che, a loro volta, mettono in moto il processo di riscaldamento ed evaporazione dell’acqua di mare. Il <strong>vapore acqueo</strong> passa poi attraverso le membrane degli impianti di distillazione, lasciando dietro di sé il sale e diventando <strong>acqua potabile</strong>.</p>
<p>Questo tipo di impianti è particolarmente utile per i Paesi in via di sviluppo, specialmente considerando l’aumento della <strong>desertificazione</strong>. Nello specifico, sono fondamentali per contrastare l’aumento della siccità e le problematiche di accesso idrico, identificate dagli esperti come “la grande emergenza dei prossimi anni”.</p>
<p>È importante lavorare insieme all’implementazione di nuove conoscenze, competenze e abilità per sviluppare applicazioni innovative, al fine di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, aiutando a monitorare ed analizzare le condizioni delle nostre acque, tutelando la biodiversità marina e implementando lo sviluppo di nuove dinamiche energetiche legate al mare. In questo modo sarà possibile concretizzare la possibilità di preservare questa risorsa e di portare acqua potabile in Paesi e villaggi dove l’acqua scarseggia.</p>
<p>Se questo articolo ti ha colpito, condividilo, contribuendo anche tu alla <strong>#missionwater</strong> di SODAI spa e di Saur Group.</p>
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		<title>La desalinizzazione è davvero la soluzione?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 13:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È possibile trasformare l’acqua dei nostri mari in acqua potabile grazie ad una tecnologia consolidata e impiegata in diverse parti del mondo: la dissalazione o desalinizzazione, processo che permetterebbe di far fronte alla domanda di acqua potabile. Tuttavia, non mancano discussioni e dubbi sui possibili impatti ambientali di questa procedura. La desalinizzazione è un processo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È possibile <strong>trasformare l’acqua dei nostri mari in acqua</strong> potabile grazie ad una tecnologia consolidata e impiegata in diverse parti del mondo: la dissalazione o <strong>desalinizzazione</strong>, processo che permetterebbe di far fronte alla domanda di acqua potabile. Tuttavia, non mancano discussioni e dubbi sui possibili impatti ambientali di questa procedura.</p>
<p>La desalinizzazione è un processo che permette la <strong>rimozione del sale dalle acque</strong> in modo da ottenere acqua a basso contenuto salino, poi destinata ad uso alimentare o industriale. Ciò è possibile tramite uno strumento chiamato <strong>dissalatore</strong>, che grazie al processo di osmosi inversa libera l’acqua da sali ed impurità.</p>
<p>Con l’aumento della popolazione e la crescente <strong>scarsità d’acqua</strong> è incrementato anche l’uso di questa pratica, considerata un modo per rispondere alle sfide legate ai cambiamenti climatici che hanno evidenti ripercussioni anche sulle risorse idriche.</p>
<p>Oggi, i consumatori maggiori di acqua desalinizzata sono i <strong>Paesi del Medio Oriente</strong>, alcuni dei quali riescono ad avere un consumo di oltre il <strong>50% </strong>di acqua dissalata. Ma anche altri Stati come le <strong>Maldive </strong>e<strong> Malta</strong> sfruttano ampiamente questo sistema.</p>
<p>I problemi legati al processo in oggetto sono relativi ai <strong>costi di implementazione</strong> <strong>e ai consumi energetici </strong>dello stesso. Ci sono poi i dubbi connessi alla produzione di <strong>salamoia tossica</strong>. Inoltre, la desalinizzazione implica <strong>criticità ambientali</strong> che non possono essere trascurate: la prima è correlata alla possibilità di utilizzo di combustibili fossili nel processo che aumenterebbero le quantità di emissioni di CO2; la seconda riguarda lo scarto finale della desalinizzazione che normalmente viene reimmesso nell’oceano, compromettendo l’ecosistema locale.</p>
<p>Questo processo genera quindi <strong>acqua reflua</strong> contaminata, due volte più salina dell’acqua marina. È necessaria perciò un’adeguata diluizione prima di disperderla nell’ambiente, così da tutelare gli ecosistemi marini e costieri.</p>
<p>Ecco perché, nonostante sia una buona risposta alla scarsità d’acqua, anche in Italia, permangono reticenze circa la possibilità di costruzione di questi impianti, soprattutto nel rispetto della nuova <strong>legge Salvamare</strong> che rende più difficile ottenere le autorizzazioni.</p>
<p>È quindi urgente trovare il modo di impiegare questa tecnologia attraverso l’uso di <strong>energia pulita</strong> e di un <strong>approccio circolare</strong> e la ricerca ha portato Sodai ad ottimi risultati in questo senso!</p>
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		<title>Si possono “riciclare” le acque reflue?</title>
		<link>https://www.sodai.com/it/si-possono-riciclare-le-acque-reflue/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 08:45:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’obiettivo posto a livello mondiale per garantire la salvaguardia ambientale è quello di creare un sistema che si possa rigenerare da solo, riducendo il più possibile lo spreco delle risorse naturali. Un sistema dove la regola fondamentale è che nulla va sprecato, a cominciare dall’acqua: un bene che deve essere salvaguardato. In Italia vengono prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’obiettivo posto a livello mondiale per garantire la salvaguardia ambientale è quello di creare un <strong>sistema che si possa rigenerare da solo</strong>, riducendo il più possibile lo spreco delle risorse naturali. Un sistema dove la regola fondamentale è che nulla va sprecato, <strong>a cominciare dall’acqua</strong>: un bene che deve essere salvaguardato.</p>
<p>In Italia vengono prodotti <strong>9 miliardi di metri cubi</strong> di acque reflue. Di queste solo il <strong>5% </strong>viene recuperato. Si finisce così per sprecare più di <strong>8 miliardi di metri cubi</strong> di acqua che potrebbe essere impiegata per altri usi. Sulla nostra penisola sono stati realizzati <strong>18.140 impianti di depurazione</strong>, dei quali meno della metà è dotata di impianti per il trattamento avanzato delle acque, che ne permettano quindi il riuso.</p>
<p>A fronte di questa necessità di riciclo e dell’emergenza idrica, l’Unione europea detta prescrizioni minime per il <strong>riutilizzo delle acque</strong> attraverso il <strong>Regolamento UE 741/2020</strong>. Una misura approvata di recente e in gran fretta, per rispondere al repentino calo delle risorse idriche che interessa molti Paesi membri dell’UE. È lo stesso Regolamento a parlare di <strong>economia circolare</strong> in rapporto all’acqua e al recupero dei nutrienti dalle acque depurate, dando requisiti di qualità minimi per le acque reflue urbane, in modo da consentirne il riuso con riguardo alla tutela delle persone e dell’ambiente.</p>
<p>D’altro lato occorre considerare che la depurazione dell’acqua è una <strong>pratica dispendiosa</strong>, ma per certi aspetti risulta essere meno costosa rispetto ad altri trattamenti volti all’ottenimento di acqua utilizzabile per scopi umani o industriali, quali la desalinizzazione.</p>
<p>Come funziona quindi un impianto di depurazione?</p>
<p>Innanzitutto, la necessità di depurazione delle acque nasce dalla valutazione circa il notevole consumo di acqua da parte delle attività produttive e domestiche, che sono le principali cause di aumento delle acque reflue. È necessario quindi <strong>ripristinare l’equilibrio naturale</strong> attraverso impianti di depurazione e reti fognarie adeguate che mantengano la nostra acqua corrente pulita.</p>
<p>Il processo di depurazione prevede che le acque reflue vengano raccolte dalle reti fognarie e convogliate negli impianti dedicati. Iniziano poi le fasi di trattamento:</p>
<ol>
<li><strong>grigliatura</strong>: che serve a rimuovere materiali grezzi, come pezzi di platica, legno, sassi; il grigliato viene poi lavato, pressato e portato in discarica;</li>
<li><strong>dissabbiatura disoleatura</strong>: fase in cui di separano le sabbie per sedimentazione naturale, mentre oli e grassi salgono in superficie mediante insufflazione di aria;</li>
<li><strong>vasca di sedimentazione primaria</strong>: dove avviene la separazione dei solidi sedimentabili grazie alla gravità. I solidi che si adagiano sul fondo vengono raschiati e spinti nelle tramogge di raccolta, per poi essere prelevati e inviati ai trattamenti successivi;</li>
<li><strong>vasca a fanghi attivi</strong>: dove avviene l’eliminazione delle sostanze disciolte e dei solidi sospesi, grazie all’azione metabolica di microrganismi che generano fiocchi di fango;</li>
<li><strong>sedimentazione finale</strong>: fase in cui si separano i fiocchi di fango dalla miscela aerata tramite sedimentazione. Sul fondo della vasca un raschiatore raccoglie i sedimenti per mandarne una parte nuovamente nella vasca di aerazione, l’altra viene inviata al trattamento successivo;</li>
<li>l’acqua che esce dalla sedimentazione finale può dirsi pulita e quindi restituita al <strong>corso d’acqua superficiale</strong>.</li>
</ol>
<p>Oltre ai processi meccanici e biologici sono necessari altri trattamenti che limitino componenti come azoto e fosforo nello scarico finale, sostanze che possono portare problemi di ipertrofia in fiumi e laghi. In conclusione, la depurazione permette concretamente di aiutare l’acqua a rigenerarsi, in quanto <strong>“riciclando” le acque reflue</strong> aiuta la risorsa idrica a tornare pulita.</p>
<p>Anche SODAI offre tra i suoi servizi lo studio, la progettazione e la realizzazione di impianti di depurazione. La nostra Mission Water ha a cuore il confronto attivo e costante con l’ambiente, volto a perseguire lo spirito green che permea le radici della nostra realtà aziendale.</p>
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